INTRODUZIONE: Il Silenzio delle Urne
L'Italia repubblicana è nata tra le macerie, il fango e le lunghe code davanti ai seggi. Il 2 giugno 1946, in occasione del Referendum Istituzionale e dell'elezione dell'Assemblea Costituente, l'affluenza alle urne fu un boato di democrazia: l'89,08% degli aventi diritto si presentò ai seggi. Dopo vent'anni di dittatura e una guerra mondiale, votare non era solo un dovere civico: era il respiro vitale di un popolo che tornava a essere padrone del proprio destino.
Oggi, nel 2026, il panorama è drasticamente mutato. Nelle elezioni politiche del 2022 l'affluenza è scesa al 63,9%, il dato più basso della storia repubblicana. Nelle tornate regionali e amministrative, la soglia del 50% è diventata un miraggio. Un italiano su due ha rinunciato a esercitare il diritto per cui i propri nonni hanno lottato.
Il voto è percepito come una delega in bianco: un atto di fede che non garantisce alcun controllo reale sull'operato di chi viene eletto. La politica è diventata un circuito chiuso, dove le promesse elettorali evaporano il giorno dopo il giuramento. Questa proposta vuole restituire ai cittadini uno strumento concreto di controllo: non un nuovo partito..... Leggi ora
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